La risposta breve
Google decide l'ordine dei risultati locali, quelli con la mappa, in base a tre fattori che dichiara apertamente: pertinenza, distanza e notorietà. La pertinenza misura quanto la tua scheda Google (che molti chiamano ancora Google My Business) corrisponde a ciò che la persona sta cercando. La distanza misura quanto sei lontano da chi cerca. La notorietà misura quanto la tua attività è conosciuta, per esempio attraverso le recensioni e i siti che rimandano a te.
Google precisa anche un punto utile da ricordare quando qualcuno ti propone scorciatoie: non esiste un modo per chiedere o pagare un posizionamento locale migliore. Puoi solo lavorare bene sui tre fattori, e due su tre dipendono in buona parte da te.
Pertinenza: la scheda deve dire con precisione cosa fai
La pertinenza è il fattore su cui hai più controllo. Google la valuta a partire dalle informazioni della scheda: categoria, servizi, attributi, descrizione, orari. Se la scheda è incompleta o vaga, Google ha meno elementi per capire che sei la risposta giusta a una ricerca come “idraulico Caserta” o “pizzeria senza glutine Salerno”.
La categoria principale è la scelta che pesa di più. Google scrive che le categorie che selezioni influiscono sul posizionamento locale. Scegli la più specifica disponibile nell'elenco: se fai soprattutto pizza, una categoria da pizzeria descrive l'attività meglio di un generico ristorante. Le categorie aggiuntive servono per attività secondarie reali, non per ogni prodotto che vendi.
Poi completa i servizi, gli attributi (per esempio l'accessibilità, quando è disponibile per la tua categoria) e la descrizione, che può arrivare a 750 caratteri. Scrivi come parleresti a un cliente: cosa fai, per chi, dove, cosa ti distingue. Niente elenchi di parole chiave ripetute.
Una regola senza eccezioni: le parole chiave non vanno nel nome dell'attività. Il nome sulla scheda deve essere quello che usi nel mondo reale, sull'insegna e sui documenti. Google indica che aggiungere informazioni non necessarie al nome non è consentito e può portare alla sospensione della scheda.
Distanza: il fattore che non puoi spostare
Google considera quanto dista ogni attività dalla persona che sta cercando. Questo significa che non esiste una sola classifica su Maps: chi cerca “parrucchiere” a due strade da te vede risultati diversi da chi cerca la stessa parola dall'altro lato della città.
Per lo stesso motivo una misurazione di posizione va letta come una fotografia scattata da un punto preciso, non come un verdetto assoluto. Serve a capire la tendenza nel tempo, confrontando sempre la stessa ricerca fatta nelle stesse condizioni.
Sulla distanza la tentazione di barare è forte, ed è pericolosa. Le linee guida di Google non ammettono uffici virtuali, cioè indirizzi affittati dove non lavori davvero, né caselle postali. Gli spazi di coworking sono accettati solo con insegna permanente, accoglienza dei clienti e personale presente negli orari indicati. Se lavori presso i clienti, come un idraulico o un elettricista, sei un'attività con area di servizio: nascondi l'indirizzo e indica le zone servite, che secondo Google non dovrebbero estendersi oltre circa due ore di guida.
Notorietà: quanto sei conosciuto
La notorietà dipende da quanto la tua attività è conosciuta. Google cita espressamente due elementi: quanti siti rimandano alla tua attività e quante recensioni hai. Aggiunge che più recensioni e valutazioni positive possono aiutare il posizionamento locale.
In pratica, un flusso costante di recensioni vere, chieste a tutti i clienti, vale più di una raccolta intensa fatta una volta e poi dimenticata. Anche rispondere alle recensioni è tra i consigli che Google dà per migliorare il posizionamento, perché mostra che tieni conto di chi ti scrive.
Contano anche i link: il sito dell'associazione di categoria, il portale del Comune, un giornale locale che parla di te, i fornitori che ti citano tra i loro clienti. Non si comprano e non si inventano, ma spesso basta chiederli a chi ti conosce già.
Cosa consiglia Google, in ordine di priorità
Nella sua guida sul posizionamento locale Google elenca poche azioni concrete. Messe in ordine di importanza pratica, sono queste.
- Verifica la scheda: è il modo per dimostrare a Google che sei autorizzato a gestire l'attività.
- Completa e tieni aggiornati indirizzo, orari, categoria e attributi, compresi gli orari speciali dei giorni festivi.
- Rispondi alle recensioni, positive e negative.
- Aggiungi foto e video che mostrano davvero il locale, i prodotti e il lavoro.
- Se sei un negozio idoneo, mostra i prodotti disponibili in negozio.
Gli errori che costano posizioni, o la scheda
Alcuni errori sembrano furbi e invece mettono a rischio la scheda. Altri sono semplici dimenticanze che allontanano i clienti.
- Nome con parole chiave o città aggiunte, come “Idraulico Rossi Pronto Intervento Napoli”: rischio di sospensione.
- Indirizzo di comodo o ufficio virtuale per sembrare più vicino al centro.
- Più schede per la stessa attività: le linee guida prevedono una sola scheda per attività.
- Una categoria per ogni prodotto o servizio, che rende la scheda confusa invece che più pertinente.
- Orari non aggiornati nei festivi: il cliente trova chiuso e spesso lo racconta in una recensione.
- Recensioni chieste in cambio di sconti o omaggi: sono vietate e possono portare a restrizioni sulla scheda.
Come misurare i progressi senza illuderti
Scegli poche ricerche che contano per il tuo lavoro, costruite come “categoria + città” (per esempio “dentista Nola”), più qualche variante di servizio (“impianti dentali Nola”). Non misurare le ricerche con il tuo nome: lì compari comunque, e non ti dicono niente sui clienti nuovi.
Controlla la posizione con regolarità, sempre dallo stesso punto e con la stessa frase, e affiancala ai numeri che la scheda mostra al titolare, come chiamate, richieste di indicazioni e clic sul sito. Una posizione che sale senza più chiamate conta poco. Più chiamate con la stessa posizione sono comunque un risultato.
Tieni conto della stagionalità: una gelateria a febbraio e uno stabilimento balneare a novembre hanno andamenti che non dipendono dalla scheda. Quando puoi, confronta un mese con lo stesso mese dell'anno precedente.
Quanto tempo serve
Le modifiche alla scheda passano da una revisione di Google, che di solito richiede pochi minuti ma in alcuni casi può arrivare a 30 giorni. Recensioni e link si accumulano nel tempo. Nessuno può garantire una posizione: chi la promette sta vendendo qualcosa che Google stesso dice di non vendere.
Se preferisci che qualcuno se ne occupi ogni mese, Blagoweb Local cura la scheda attraverso l'API ufficiale di Google e ti mostra i numeri nel report mensile.